Ultime notizie
Ti trovi qui: Home » Islam » Il Messaggero di Dio

Archivio della categoria: Il Messaggero di Dio

Misericordia per il creato, Dio ti ha mandato [Poesia]

 Adel Laamane

La tua fama, Dio ha innalzato

Misericordia per il creato, Dio ti ha mandato

Come espressione del Suo immenso amore, tu sei stato inviato

Il Suo verbo, ti ha insegnato

Nella Torâh e nel Vangelo, sei stato menzionato

Gesù, con il nome di Ahmad, ti ha annunciato

Le buone consuetudini, hai ordinato

Le cattive opere, hai vietato

La sacra scrittura, hai recitato

Il libro e la saggezza hai comunicato

La missione di tutti i profeti hai confermato

Verso la conoscenza di Dio ci hai guidato

La strada che porta a Dio ci hai indicato

Dall’oscurità e dalle tenebre ci hai liberato

I nostri cuori, con la fede, hai illuminato

Sulla retta via ci hai riportato

Dolce e misericordioso con tutti, tu sei stato

Nel mese della tua nascita, oggi, sei celebrato

Da grandi e piccini sei festeggiato

Nei loro cuori e nelle loro menti, sei ricordato

Per tutti loro, per gli angeli e per Dio sei il più amato

Muhammad, sigillo dei profeti, da Dio sei stato lodato

Muhammad, a noi, da Dio sei stato donato

Muhammad, Muhammad, chi ti segue è premiato

Tu sei il Messaggero di Dio, il Profeta illetterato

Su di te la pace, Dio e gli angeli, hanno invocato

I Giovani PSM Raccontano il “Messaggero della Misericordia” nelle Piazze d’Italia

Comunicato Stampa

“E non ti inviammo se non come Misericordia per il Creato” [Sublime Corano]

I giovani dell’Associazione nazionale PSM [Partecipazione e Spiritualità Musulmana] in occasione dell’anniversario della nascita del Profeta dell’Islam, Muhammad, pace su di lui, organizzano banchetti informativi in diverse città italiane per far conoscere alla cittadinanza italiana la figura centrale per quasi due miliardi di donne e uomini nel mondo, e per circa due milioni di loro concittadini o futuri tali in Italia. L’idea è di farsi conoscere attraverso la presentazione del loro esempio nella vita, il Profeta della loro religione; il tema scelto per la celebrazione di quest’anno è “Muhammad, il Messaggero della Misericordia”.

L’iniziativa sarà un’occasione per presentare i principali insegnamenti del Profeta tra questi ricordiamo qui:

“Non fui inviato che per perfezionare le buone virtù.”
“La migliore opera presso Dio è far felice un uomo.”
“Non è un vero credente chi non ama per il suo prossimo ciò che ama per se stesso.”
“Il migliore di voi è il migliore con la propria moglie.”
“Chiunque creda in Dio e nel giorno Ultimo onori il proprio vicino.”
“Non è credente colui che mangia a sazietà mentre il suo vicino dorme affamato.”
“Le donne sono sorelle degli uomini, non le onora che un generoso e non le maltratta che un infame.”

Lo scopo dell’iniziativa è di favorire il pluralismo e l’interculturalità all’interno della nostra società italiana, poiché riteniamo un nostro dovere farci conoscere in quanto giovani italiani di fede musulmana ai nostri coetanei non musulmani e tutti i nostri concittadini per sradicare ogni pregiudizio e malinteso nei nostri confronti, e crediamo che il miglior modo per fare ciò sia quello di presentare la figura del nostro modello nella vita, il Messaggero della misericordia divina, Muhammad, pace su di lui.

Durante questi banchetti informativi i giovani PSM distribuiranno ai passanti dei volantini sul Profeta insieme a un dono che varierà di città in città, dalle rose alle candele colorate, e si intratterranno con chi lo vorrà per un proficuo dialogo interculturale.

I banchetti saranno allestiti nei prossimi due fine settimana nelle seguenti città: Milano, Torino, Bologna, Genova, Ancona, Padova, Udine, Brescia, Vercelli, Cuneo, Modena, Fermo, Rimini.

In parallelo a questi eventi è in corso una campagna sui social network per ricordare la vita e gli insegnamenti del Profeta Muhammad sul sito di PSM [www.psm-italia.it] e la pagina facebook [www.facebook.com/PSMusulmana], è stato creato un apposito hashtag [#Mawlid1436] attraverso il quale vengono pubblicati post, immagini, video…

Saremo molto lieti se vorreste assistere a questi eventi e scrivere su questa iniziativa per informare la cittadinanza.

Per maggiori informazioni:

Giovanipsm@gmail.com

info@psm-italia.it

Il Messaggero della Misericordia in poche parole

1560731_10152094264997295_1051061703_n

Muhammad pace su di lui  è Messaggero di Dio, Profeta, modello e guida per due miliardi di persone nel mondo e circa due milioni di musulmani in Italia.

Muhammad pace su di lui  agiva e trasformava il mondo alla luce delle rivelazioni che riceveva dall’Unico, rivelazioni che compongono il Corano, testo divino destinato all’umanità intera.

Muhammad pace su di lui è nato alla Mecca nel 570 D.C. e rimase orfano all’età di 6 anni, ricevette la prima rivelazione a 40 anni e morì a Medina all’età di 63 anni.

Muhammad pace su di lui era distinto per la nobiltà del suo carattere e per l’eccellenza del suo essere, era di una generosità infinita, la sua compassione e la sua misericordia per i deboli e gli umili erano eguagliate soltanto dalla sua disapprovazione per gli empi e gli oppressori.

Muhammad pace su di lui definiva se stesso una misericordia donata, e Dio gli disse nel nobile Corano: ”Non ti inviammo che come misericordia per il Creato.”

Muhammad pace su di lui  diceva:

“Non fui inviato che per perfezionare le buone virtù.”

“Il migliore di voi è il migliore con la propria moglie.”

“Il tuo sorriso per il prossimo è carità.”

“Chiunque creda in Dio e nel giorno Ultimo onori il proprio vicino.”

“La buona parola è carità.”

“Dio non ti giudica dal tuo aspetto o dalla tua ricchezza ma dal tuo cuore e dalle tue azioni.”

“Non è un vero credente chi non ama per il suo prossimo ciò che ama per se stesso.”

“Il migliore di voi è il migliore nel proprio comportamento.”

“Non è credente colui che mangia a sazietà mentre il suo vicino dorme affamato.”

“Forte è colui che controlla se stesso nel momento della rabbia.”

“Le donne sono sorelle degli uomini, non le onora che un generoso e non le maltratta che un infame.”

“Il Paradiso si stende sotto i piedi delle madri.”

“Chi ha piantato una pianta, avrà per ogni persona che benefici dei suoi frutti una ricompensa.”

“La migliore opera presso Dio è far felice un uomo.”

“Di due uomini che si amano in Dio, il più amato da Dio è colui che ama più l’altro.”

 

Hanno detto Muhammad, pace su di lui:

“Ho cercato attraverso la storia il modello ideale di uomo, e non ho trovato altri che il Profeta Muhammad.” Wolfgang Goethe

“Se misurassimo la grandezza tramite l’estensione dell’influenza lasciata dai grandi uomini nei cuori delle persone, vedremmo che Muhammad è stato uno dei più grandi uomini mai conosciuti nella storia dell’umanità”. Will Durant

“Dopo aver finito di leggere la seconda parte della biografia del Profeta, mi sono rattristato non trovando altro da leggere sulla sua grandiosa vita.” Mahatama Ghandi

“Non ci sono dubbi sul fatto che il Profeta Muhammad fu uno dei grandi riformatori che rese un grande servizio alla società umana.” Leo Tolstoy

“Se c’è stato un uomo che ha avuto la facoltà di dire che ha governato con diritto divino, questo fu Muhammad, che riuscì a tenere in mano il potere senza disporre dei Suoi strumenti e senza il Suo supporto”. Bosworth Smith

“Credo che se un uomo come lui avesse assunto la guida del mondo moderno, avrebbe avuto successo nel risolvere i suoi problemi, in un modo che avrebbe recato più pace e serenità.” George Bernard Show

La nascita del Messaggero della Misericordia

Messaggero misericordia

Redazione

Il mondo ricorda in questi giorni l’anniversario di due figure fondamentali nella storia, due personaggi che hanno lasciato un’impronta indelebile nella coscienza dell’umanità, due personaggi i cui insegnamenti costituiscono un riferimento spirituale e intellettuale e una fonte di ispirazione per circa due terzi del genere umano oggi presente sulla terra. Essi sono Gesù Cristo figlio di Maria e il nostro benamato Muhammad, che la pace e la benedizione di Dio siano su entrambi loro, e su tutti i loro fratelli messaggeri di Dio per l’umanità.

La comunità islamica nel mondo celebra l’anniversario della nascita [al-Mawlid] del Prescelto da Dio per sigillare i Suoi Messaggi all’umanità. Il dono della nascita del Profeta Muhammad, pace su di lui, costituisce in sé un gesto di particolare attenzione e di infinita misericordia da parte di un Signore Paziente e Indulgente, espresso verso le sue creature umane che hanno smarrito la Via e dimenticato la loro ragion d’essere, la loro identità originale e la loro natura prima.

Dice l’Altissimo nel sublime Corano descrivendo la missione del Suo ultimo Messaggero agli uomini: “Non ti inviammo se non come misericordia per il Creato.” E in un altro passo del sublime Libro Egli dice: “Dì che gioiscano della grazia di Dio e della Sua misericordia, ché ciò è meglio di quel che accumulano.” Mostrare quindi la gioia e ricordare la misericordia divina sugli uomini è un atto di obbedienza a tale comandamento divino.

Al Profeta, pace su di lui, quando fu chiesto della ragione del suo digiuno il giorno del lunedì rispose: “Quello è il giorno in cui sono nato.” Deduciamo quindi che egli celebrava e dedicava una particolare attenzione al giorno della sua nascita, non soltanto una volta all’anno bensì almeno cinquanta volte l’anno. Apprendiamo anche dal Messaggero di Dio, pace su di lui, che suo zio Abu Lahab, promesso all’inferno nel Corano, beneficia di un alleggerimento della pena ogni lunedì, giorno in cui mostrò la sua gioia per la nascita del nipote Muhammad liberando la sua schiava “Tuwaiba” che venne ad annunciargli la buona novella. Inoltre apprendiamo dalla vita del Profeta, pace su di lui, che egli ha celebrato il giorno della salvezza di suo fratello il Profeta Mosè, che la comunità ebraica di Medina celebrava il decimo del mese lunare di Muharram.

Questi non sono che alcuni argomenti che, lontano dal divinizzare la figura del Messaggero di Dio, devono consentirci di dare libero sfogo alla gioia e all’amore in questa lieta occasione, di irrigare i nostri cuori con il suo soave ricordo e l’invocazione della pace e della preghiera di Dio su di lui.

D’altronde, come non celebrare la sua nascita se tutta la creazione ha celebrato questo importante avvenimento, si narra che sua madre Amina vide una luce che sortiva dal proprio corpo assieme a lui, nello stesso momento la madre di ‘Utman ibn Abi al-’As vide le stelle farsi vicine e una luce sorgere così luminosa che non poté distinguere più nulla. Safā, madre di ‘Abd al-Rahmān ibn ‘Awf, rammentò che al momento del parto, quando il bambino le venne tra le mani, udì una voce che diceva: «Iddio abbia misericordia di te»; poi l’intero orizzonte, da Oriente a Occidente, le si illuminò. E queste non sono che alcune meraviglie narrate da fonti autentiche sugli avvenimenti che accompagnarono la sua venuta al mondo, pace e benedizione di Dio siano su di lui.

Cieca sarà la nostra percezione se questo lieto avvenimento non suscitasse alcuna gioia e alcuna emozione nei nostri cuori!

La nostra relazione con il Profeta di Dio, lungi dall’essere una pura relazione intellettuale, razionale, deve essere innanzitutto spirituale, basata sull’amore, il seguito e l’obbedienza a questo illustre essere eletto da Dio e inviato da Lui come misericordia per tutta l’umanità.

“Dì, se amate veramente Dio, seguitemi e di Dio vi amerà e vi rimetterà i vostri peccati.”

Amare il Profeta, pace su di lui, più anche di se stessi è un segno di completamento della fede, è ciò che fa assaporare la dolcezza della fede, passando da una “fede” che recitiamo a una fede che gustiamo e viviamo! Il benamato Profeta, pace su di lui, ci informa che “Tre cose fanno assaporare la dolcezza della fede: amare Dio e il Suo Profeta più di ogni altra cosa, amare il proprio fratello unicamente per l’amore di Dio e disprezzare di ritornare nella negazione come si disprezza di cadere nel fuoco.”

I compagni, che erano consapevoli che le loro azioni da sole non avrebbero mai potuto farli giungere al livello dell’amato Profeta in modo da poterlo accompagnare anche nel Paradiso, sono stati molto felici nell’apprendere che “la via dell’amore” potrà assicurare loro questa inestimabile compagnia. Un uomo chiese al Profeta: “Quand’è l’Ora?” “Che cosa hai preparato per essa.” Disse il Profeta “Nulla al di fuori del mio amore per Dio e per il Suo Messaggero.” Il Profeta rispose: “Allora sarai con la persona che ami.” Nel riferire questo Hadith, il compagno Anass aggiunse: “Non siamo mai stati così felici come quando sentimmo il Profeta dire: Sarei con la persona che ami. E io amo il Profeta, Abu Bakr e Omar e spero di essere con loro per ragione del mio amore per loro anche se non ho operato tanto quanto loro.”

Il dono della sua nascita per noi oggi non è meno promettente di quanto lo era per i suoi diretti compagni. Dice il Profeta, pace su di lui: “Tra coloro che mi amano di più nella mia comunità, ci sono persone che vengono dopo di me, e che sono pronti a lasciare le loro famiglie e i loro beni per me.” Queste persone sono chiamate “Fratelli” dal Profeta in altri detti, e si accostano ai compagni quanto all’elezione e al beneficio divino: “I precursori tra gli immigrati e gli Ausiliari e coloro che li hanno seguiti nella via dell’eccellenza sono compiaciuti da Dio e loro si sono compiaciuti di Lui.”

In conclusione possiamo dire che celebrare la nascita del Profeta è un atto di profonda spiritualità, un atto che contribuisce a preservare la nostra identità spirituale, e ci consente di legare le prossime generazioni con colui che deve essere il loro modello e la loro fonte di ispirazione primaria. Celebrare la sua nascita è divenuta, soprattutto per noi musulmani d’Occidente, un dovere culturale e una necessità spirituale imprescindibile per la trasmissione degli insegnamenti della nostra fede.

Che la preghiera, la pace e la benedizione di Dio siano sul Messaggero Muhammad, i suoi famigliari, i suoi compagni e i suoi fratelli.

Muhammad, segno dell’amore di Dio per gli uomini

Muhammad, pace su di lui

Adil Laamane

Dio l’Altissimo ha creato le persone per un unico scopo, quello di conoscerlo e di adorarlo: “È solo perché Mi adorassero che ho creato i demoni e gli esseri umani.” (Corano 51,56) e farsi conoscere e farsi adorare ha mandato attraverso i secoli messaggeri e profeti perché illuminino la strada ed il cammino che porta alla Sua Grazia: il primo di tutti Adamo padre dell’umanità, poi Idriss, Noe, Abramo, Lot, Ismaele, Isacco, Giuseppe, Gesù, e molti altri, su tutti loro la pace, ed infine Muhammad il sigillo dei profeti, su di lui la pace, dopo di lui nessun altro verrà mandato come profeta e come messaggero di Dio l’Altissimo, perché con il profeta Muhammad, su di la pace, Dio ha compiuto la religione per le persone: “Oggi ho reso perfetta la vostra religione, ho completato per voi la Mia grazia e Mi è piaciuto darvi per religione l’Islam.” (Corano 5,3) e tocca alle persone adesso cercare la verità dentro i loro cuori e seguire il cammino che Dio ha tracciato loro attraverso la missione dei profeti e soprattutto attraverso la missione dell’ultimo messaggero Muhammad, su di lui la pace.

La domanda che ci dobbiamo porre è: perché Dio ha insistito nel mandare all’umanità i Suoi messaggeri e perché sono stati così tanti?

Dio nella Sua infinita misericordia e saggezza, vuole salvare l’umanità ed ogni volta che questa smarrisce la strada che ha tracciato ad essa, Egli per l’amore che prova per le Sue creature invia loro degli uomini virtuosi, per poterli riportare sulla retta via, questi uomini non sempre sono stati accolti come salvatori, ma spesso sono stati perseguitati, cacciati o addirittura uccisi; all’infinito amore e bontà che Dio nutre verso gli uomini viene corrisposto astio, male, e disobbedienza. L’umanità invece di scegliere la strada che porta alla salvezza sceglie quella che porta alla perdizione. La lotta tra il bene e il male è una lotta che durerà fino alla fine del mondo. La presunzione dell’uomo e la sua superbia lo porta di certo lontano dal suo Creatore, e quindi lontano dalla salvezza e verso la dannazione, non c’è peggior pena che essere allontanato dalla grazia di Dio l’Altissimo e quindi dalla Sua misericordia.

Il giorno 12 rabi’ I dell’anno lunare si celebra la nascita del messaggero di Dio, il sigillo dei profeti, Muhammad su di lui la pace, festeggiamo la sua nascita, benedicendolo, digiunando, pregando, ricordando la sua sublime vita, leggendo i suoi detti, recitando il Corano, e facendo tutte quelle buone opere che ci ha insegnato, su di lui la più sirena pace di Dio.

Muhammad, discendente di Ismaele figlio di Abramo, è l’ultimo dei profeti, nato e vissuto nella città di Mecca, all’età dei 40 anni ricevette la missione profetica dall’arcangelo Gabriele, perseguitato ed ostacolato per 13 anni nella sua missione di salvezza dell’umanità, gli è stato ordinato dal Signore di emigrare a Medina, una città a 600 km dalla Mecca, dove morì all’età di 63 anni, dopo aver compiuto la sua missione.

Muhammad, su di lui la pace, è stato un grande segno della misericordia di Dio per l’umanità e l’amore che noi proviamo per il Suo inviato è una testimonianza del nostro amore per Dio. La strada della salvezza è quella tracciata e percorsa da lui, su di lui la pace, e non dobbiamo far altro che seguirla, Dio al Suo messaggero nel generoso Corano: “Dì: Se veramente amate Dio, seguite me e Dio v’amerà e perdonerà i vostri peccati, ché Dio è indulgente, pietoso.” (Corano 3,31)

Muhammad è stato mandato come misericordia per tutto il creato, è stato inviato per vivificare, salvare, liberare, redimere, illuminare coloro che prima erano nell’infermità e nelle tenebre dell’ignoranza del Creatore. Non ci renderemo mai conto di quanto sia immensa e profonda la grazia di Dio l’Altissimo rappresentata nella missione del Suo messaggero Muhammad, pace e benedizione su di lui e su tutti i profeti suoi fratelli.. Amin!

 

 

 

 

Riflessioni sui Nomi del Profeta, pace su di lui

mmm

Noureddine El Hajji

 Muhammad, pace e benedizioni su di lui, è l’ultimo messaggero incaricato di riecheggiare il Grande Annuncio, di richiamare l’umanità alla certezza tessuta nella nostra indole: che non ci troviamo in questo mondo per caso e per nessuna ragione, che dopo questa vita terrena vi è la morte, e che oltre la morte vi è un tipo di vita eterna la cui natura si determina in base alla nostra disposizione spirituale e operazionale di fronte al richiamo divino.

Per assumere tale incarico, il Profeta, pace e benedizioni su di lui, doveva essere un modello esemplare, un’illustrazione vivente di questo richiamo, cioè del Sublime Corano, ultima Parola divina che interroga l’altum silentium del nostro intrinseco, ultimo soffio vitale-spirituale che vivifica l’essenza vizza di chi ignora il proprio valore, ultima luce che illumina le tenebre della coscienza umana… in cui troviamo:

“Oggi ho reso perfetta la vostra religione, ho completato per voi la Mia grazia e Mi è piaciuto darvi per religione l’Islàm.” (Al-Ma’idah, 3)

Tale illustrazione è confermata dal Testo Sacro stesso:

    “E in verità è di un’immensa grandezza il tuo carattere.” (Al-Qalam, 4)

Dio l’Altissimo, ha raccolto nel Suo benamato servitore tutte le peculiarità che lo qualificavano ad identificarsi con l’eccellenza coranica. Abu Hurairah sentì il Profeta, pace e benedizioni su di lui, dire: “La mia posizione in rapporto ai Profeti che mi hanno preceduto è paragonabile al caso di un uomo che eresse un edificio, lo abbellì e lo completò, fuorché un posto vuoto nell’angolo in cui un solo mattone mancava. Le persone giravano attorno a questa costruzione e si meravigliavano di essa, ma si chiedevano la ragione della mancanza di quel mattone dall’angolo. Io sono il mattone mancante e sono il Sigillo dei Profeti.” (al-Bukhari)

Cerchiamo, in questo breve testo, di osservare l’ineccepibilità profetica in materia dei suoi nomi, pace e benedizioni su di lui. In un hadith riportato da Jubayr ibn Mut‘im, l’Inviato di Dio disse: “Io sono Muhammad, sono Ahmad, sono al-Mahi con il quale Dio cancella la miscredenza, sono al-Hashir poiché sarò risuscitato prima degli altri uomini, e sono al-‘Aqib che completa le missioni profetiche.” (al-Bukhari e Muslim)

Nella tradizione araba, la pluralità dei nomi implica considerazione e stima. Di sicuro il nostro amato Profeta, pace e benedizioni su di lui, ne ha molti, ogni nome sottolinea buona parte delle sue nobili qualità; la cognizione delle eccellenze del Profeta risulta impossibile. Riflettiamo un po’ su questi cinque nomi/attributi:

*Muhammad

È il nome più citato nel Sublime Corano (quattro volte). Deriva dalla radice etimologica araba h-m-d, che significa lode. La parola indica che il Profeta, pace e benedizioni su di lui, viene lodato continuamente. Il che indica l’infinità degli esseri che lo elogiano, e ciò esige la grandezza dei requisiti di lode nel suo nobile carattere.  Raccogliendo tutte le perfezioni di natura spirituale, morale, razionale, psicologica e fisica più la nobiltà di lignaggio, il nome Muhammad fu scelto da Dio l’Altissimo come nome principale per il Suo Profeta, pace e benedizioni su di lui.

*Ahmad

Viene menzionato una volta nel Libro Sacro, specificamente in Surat as-Saff, versetto 6:

“E quando Gesù figlio di Maria disse: «O Figli di Israele, io sono veramente un Messaggero di Dio a voi inviato, per confermare la Torâh che mi ha preceduto, e per annunciarvi un Messaggero che verrà dopo di me, il cui nome sarà “Ahmad”». Ma quando questi giunse loro con le prove incontestabili, dissero: «Questa è magia evidente».”

Ahmad ha la stessa radice di Muhammad, ma Ahmad è un superlativo che manifesta la preminenza del Profeta nel lodare Dio, cioè nel conoscerLo e nel sapere i Suoi attributi, una conoscenza in perpetuo aumento anche dopo la sua morte e quando sarà nei Giardini del Paradiso vicino a Dio il Misericordioso:

In un hadith riferito da Abu Hurayra, Dio sia compiaciuto di lui, il Profeta, pace e benedizioni su di lui, disse: “Poi Dio mi insegnerà benfatte locuzioni e belle asserzioni di glorificazione che Egli non insegnò a nessuno prima di me. Poi Egli dirà: “O Muhammad! Alza la testa. Invoca, ché le tue invocazioni verranno esaudite e intercedi, ché la tua intercessione sarà accettata.” (al-Bukhari e Muslim)

*Al-Mahi

In surat al-Ma’idah, versetto 15, Dio l’Altissimo informa:

“Una Luce e un Libro chiaro vi son giunti da Dio.”

Il maestro degli esegeti Ibnu Jarir disse che la Luce è Muhammad e il Libro è il suo Messaggio. Una Luce che dissipa le tenebre dello sviamento dove barcolla la maggior parte dell’umanità.

*Al-Hashir

Muhammad, pace e benedizioni su di lui, fu l’ultimo profeta inviato all’umanità e sarà il primo risuscitato nel Giorno del Giudizio. In questa vita terrena abbiamo tutti l’obbligo morale –senza costrizione- di seguirlo in obbedienza all’Onnipotente, e in quel giorno lì saremo costretti a seguirlo in obbedienza al richiamo ad vitam aeternam.

*Al-Aqib

Nelle convenzionalità del principio dell’eccellenza, un’opera non si conclude prima che venga perfettamente terminata. Il che richiede nel nostro contesto l’integralità del Messaggio, l’idealità del Messaggero e la maturità del destinatario.

Cinque nomi sintetizzano la grandezza del carattere dell’amatissimo Profeta, pace e benedizioni su di lui. Muhammad annuncia la sua perfezione multi-dimensionale. Ahmad focalizza il carattere operativo in cui si manifesta polivalentemente la lode. Al-Mahi indica le finalità della missione profetica. Al-Hashir getta luce sul lato più importante del Messaggio divino: l’Ultima Vita e il nostro destino finale che sarà decretato dall’Altissimo in virtù delle nostre opere e delle nostre intenzioni quaggiù. Al-Aqib ci incita a seguirlo, dato che l’uomo per natura aspira alla perfezione, e Muhammad, pace e benedizioni su di lui, raffigura tale perfezione a livelli mai raggiunti.

 

L’aspetto esteriore del Profeta


Prophet_Muhammad_Logo_by_vet_elianoor 

Imam Abu Hamid Al-Ghazali (Ihyaa ‘ulum ad-din)

 Il Profeta Muhammad, che la preghiera e la pace divina siano su di lui, non era alto tanto da distinguersi dagli altri né era basso sì da sparire; piuttosto era da considerarsi di media statura quando camminava solo; ciò malgrado, se una persona di quelle assegnate al novero delle alte gli camminava a fianco, l’Inviato di Dio appariva più alto.

La sua carnagione era azhar, né bruna né eccessivamente bianca; con azhar, si intende: bianco puro, non mescolato con giallo o rosso o altro colore. Alcuni hanno descritto la sua carnagione come tendente al roseo. Hanno detto: «Solo quelle parti che erano esposte al vento e al sole, come viso e collo, erano tendenti al rosso. Invece il colore delle parti del corpo che erano nascoste dagli abiti era di un bianco puro (azhar), con esclusione del rosso.

Quanto ai capelli, li aveva belli, non perché lisci o perché corti e crespi, ma perché, quando li pettinava erano come strisce su sabbia». Si è detto che i capelli gli arrivavano alle spalle, ma la maggior parte delle tradizioni riferiscono che i capelli gli arrivavano ai lobi degli orecchi. Muhammad, pace su di lui, talvolta ne faceva quattro trecce, sicché ogni orecchio sporgeva fra due trecce; talvolta portava i capelli sopra gli orecchi ed allora le parti del collo dall’orecchio alla clavicola apparivano lucenti. I capelli bianchi sul suo capo e nella barba erano diciassette e non superarono mai questo numero.

Il Profeta, pace su di lui, aveva il viso più bello e più luminoso di tutti gli uomini. Nessuno lo ha descritto senza rassomigliarlo alla luna nella notte del plenilunio. La soddisfazione e l’ira erano visibili sul suo volto per la chiarezza della pelle.

Aveva, pace su di lui, fronte larga e sopraccigli lunghi, folti, distanti l’uno dall’altro sicché lo spazio fra essi era come di puro argento. Aveva occhi molto grandi, neri con striature di rosso, ed era tanta la quantità dei peli delle ciglia che male si distingueva la linea ove esse nascevano. Aveva naso aquilino, ossia naso regolare. Aveva, pace su di lui, denti distaccati l’uno dall’altro, separati e, quando ridendo li mostrava, scopriva qualcosa che era come la chiarezza del lampo allorché brilla.

Per le labbra era uno degli uomini più belli, era fra loro quello che aveva la bocca più fine quando la chiudeva. Aveva guance piatte e sode, non una faccia lunga, ma neppure carnosa. Aveva barba folta che lasciava crescere, ma curava i baffi. Aveva il più bel collo di tutti gli uomini, un collo che non si poteva dire essere lungo o corto. La parte di esso esposta al sole e al vento era come bricco d’argento misto ad oro, luccicando per la bianchezza dell’argento e il rosso dell’oro.

Aveva petto largo e una parte del corpo non invadeva con la sua carne altra parte, ma era come specchio per levigatezza e luna piena per bianchezza; l’alto del petto e l’ombelico erano congiunti da peli non ispidi, come spada, e non v’erano altri peli sul suo petto o sul suo ventre. Aveva tre pieghe sul ventre, una delle quali era coperta dall‘izar, mentre le altre erano visibili. Aveva larghe spalle pelose, e grosse erano le ossa principali della sua struttura, come quelle delle scapole, dei gomiti, delle anche. Aveva dorso largo; fra le spalle adiacente alla scapola destra vi era il sigillo della profezia: un neo di colore nero tendente al giallo con attorno peli l’uno di seguito all’altro come criniera di cavallo. Aveva omeri e avambracci grossi, lunghi i due ossi dell’avambraccio, larghe le palme e lunghe le dita come verghe d’argento. La sua palma era più morbida della seta ed esalava buon odore, come quella d’un profumiere, sia che egli la toccasse o non con profumo. Se qualcuno gli dava la mano, l’odore persisteva in questa tutto il giorno.

Quanto alla sua andatura era come se si staccasse da una roccia e scendesse per un declivio. Avanzava con riserbo; aveva un modo di procedere lento, senza ondeggiamenti, con passi ravvicinati. Soleva dire: «Io rassomiglio più di tutti gli uomini a Adamo, e il mio avo Ibrahim è stato quello fra gli uomini che più mi era somigliante nella figura e nel temperamento».

Scroll To Top